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Pontificia Università Gregoriana
Facoltà di Diritto Canonico
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NOSTRI MAESTRI

Jean Baptiste Beyer, S.J.

 

Nato: 26/04/1914 a Gent (Belgio)

 

Morto: 22/01/2002

 

Entrato in Compagnia: 27/09/1932

 

Ordinato sacerdote: 27/06/1944

 

Insegnamento PUG: 1961-1984

 

Bibliografia

 

P. Jean Beyer è nato a Gent (Belgio) il 26 aprile 1914 ed entrato nella Compagnia di Gesù il 27 settembre del 1932. È stato ordinato sacerdote il 27 giugno 1944. Compì i suoi studi umanistici nel Collegio di Santa Barbara della Compagnia di Gesù a Gent. Dopo aver completato il Noviziato a Drongen, conseguì la licenza in filosofia ad Eeghenoven nel 1938 e la licenza in Teologia, già da sacerdote, a Lovanio nel 1949. Dopo tre anni conseguiva la licenza in Diritto Canonico all’Università Gregoriana e, dopo un anno di applicazione alla tesi di dottorato, i Superiori lo destinarono all’in- segnamento in patria, lasciando incompleta la ricerca. Solo dopo più di 10 anni poté dedicarsi di nuovo alla ricerca e conseguire il dottorato nella Facoltà di Diritto Canonico della Gregoriana nel 1961 con una tesi sugli Istituti Secolari.

Dopo aver insegnato Diritto Canonico e Teologia morale agli scolastici della Compagnia di Gesù a Lovanio dal 1949 al 1959, insegnò Diritto Canonico ad Hervelee (Belgio). Contemporaneamente, nel 1961, iniziò ad insegnare nella Facoltà di Diritto Canonico della Gregoriana, dove divenne professore ordinario nel 1965 e svolse questa missione fino al 1984.

Certamente una delle qualità che tutti riconoscono al P. Beyer è quella di aver unito alla scienza canonica un grande amore per la Chiesa nella sua complessa realtà umana e misterica, nella quale Chiesa si coglie, secondo le sue stesse parole, “la funzione, la forza, la necessità del diritto ecclesiale, che sempre più dev’essere espressione dell’azione dello Spirito Santo”. Era questa dimensione spirituale del diritto ecclesiale che il P. Beyer sapeva instillare nell’animo degli studenti. Con questo li conduceva non solo all’amore dello studio del Diritto ecclesiale, ma soprattutto all’amore alla Chiesa. Ciò lo rese particolarmente sensibile alle nuove realtà che andavano sorgendo nella Chiesa, manifestazioni dell’azione dello Spirito, come, per es., nuove forme di vita consacrata e nuovi movimenti ecclesiali.

La visione teologica delle cose lo faceva canonista in modo pieno e vero, cioè cultore del diritto della Chiesa. Tutto questo traspare chiaramente nei suoi scritti e può essere attestato dagli studenti che hanno goduto del privilegio di averlo come direttore della tesi di dottorato.

Nei suoi scritti P. Beyer trattò moltissimo della vita consacrata. Tra essi emergono quelli che trattano degli Istituti secolari. Si può legittimamente affermare che questa forma di consacrazione nella Chiesa trovò in P. Beyer il più valido canonista e teologo, avendone delineato con chiarezza la specificità. Profonde e originali furono le considerazioni del P. Beyer circa la natura della consacrazione per i consigli evangelici e la tipologia della vita consacrata in genere e della vita religiosa in specie. La sua visione influì sul Codice del 1983, alla cui preparazione collaborò in maniera incisiva, essendo consultore della Commissione di riforma per quello che riguardava la vita consacrata, dall’inizio dei lavori fino alla fine.

Il campo di ricerca e riflessione teologica e canonica del P. Beyer non si esaurì nell’ambito della vita consacrata, in quanto numerosi sono i suoi scritti che riguardano specialmente il Libro II del Codice: i fedeli in genere, i laici, le associazioni e i movimenti ecclesiali, i ministeri, la costituzione gerarchica della Chiesa, sia nella sua dimensione universale che particolare. Di non poco rilievo sono anche i suoi scritti circa la natura teologica del diritto ecclesiale e l’origine e l’esercizio della potestà sacra nella Chiesa.

Si deve aggiungere la direzione di moltissime tesi (quasi 100) e l’intenso lavoro amministrativo svolto più volte come Decano della Facoltà di Diritto canonico, complessivamente per 15 anni. Numerosissime furono le lezioni, conferenze, partecipazione a Congressi e Convegni internazionali. Innumerevoli gli incontri e le consultazioni con Congregazioni religiose in ogni parte del mondo. Fu lui a promuovere nel 1975 il Colloquio annuale con gli ex alunni della Facoltà, Colloquio che tuttora si tiene a Brescia.

Nascosta ed estesa fu la collaborazione del P. Beyer con i Dicasteri della Santa Sede, in qualità di Consultore della Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari, della Congregazione per il Clero, della Congregazione per i Vescovi, della Pontificia Commissione per i migranti, della Commissione per la revisione del Codice di Diritto Canonico, e come votante del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

Non è da dimenticare che egli diede inizio nel 1988 con alcuni ex alunni della Facoltà di Diritto Canonico della Gregoriana alla rivista Quaderni di Diritto Ecclesiale, della quale fino alla morte è stato Direttore onorario.

Con ancora più valore delle attività accademiche e di studio, ciò che ha caratterizzato la vita del P. Beyer è stata la sintesi tra le due dimensioni della vita cristiana, sacerdotale e religiosa che possono entrare in conflitto, quella dell’attività di servizio e quella della contemplazione dei misteri di Dio nella preghiera. Rendeva possibile questa sintesi tra contemplazione e azione, nel più genuino spirito ignaziano, la consapevolezza profonda che Dio è amore, è amore provvidente, amore di sostegno, amore di misericordia, amore sempre vicino, amore sempre là per essere contemplato e riamato, amore a cui affidarsi totalmente, un amore che sostiene.

Ciò che arricchiva il suo interiore lo comunicava innanzitutto nel suo insegnamento. La prospettiva del suo insegnamento della legge non era quella della legge come tale, ma di quali valori trascendenti la legge porta con sé, come essa conduce all’amore di Cristo e della Chiesa. Questo lo faceva un vero canonista.

La sua ricchezza interiore, poi, la comunicava nei colloqui personali di docente, nei colloqui della direzione spirituale e soprattutto nei corsi della lectio divina che per tanti anni ha dato a Sion in Svizzera e a Merville in Francia, in una sintesi tra il metodo degli Esercizi di Sant’Ignazio e il metodo di lectio certosina, e infine nell’associazione da lui fondata nel 1992 dalla denominazione “Comunità Dio è amore”.

Ora certamente avrà potuto dire insieme al Salmista: “Quale gioia quando mi dissero: andremo alla casa del Signore” (Sl 122 [121] 1).

P. Gianfranco Ghirlanda, S.J

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