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Pontificia Università Gregoriana
Facoltà di Diritto Canonico
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NOSTRI MAESTRI

Ramon Bidagor, S.J.

Nato: 20/10/1894 a San Sebastiano, Spagna

 

Morto: 20/10/1977

 

Entrato in Compagnia: 1926

 

Ordinato sacerdote: 1919

 

Insegnamento PUG: 1930-1965

 

Bibliografia

 

Nato a San Sebastiano in Spagna, il 20 ottobre 1894, fece gli studi umanistici e si laureò in Filosofia e Teologia all’Università di Comillas. Ordinato sacerdote nel 1919, venne a Roma per studiare Diritto Canonico nella Facoltà della Gregoriana, dove prese la laurea nel 1922. Ritornato in Spagna, studiò Giurisprudenza all’Università di Madrid, dove ottenne la laurea con la tesi “La iglesia propia en España”, poi pubblicata nella collana “Analecta Gregoriana”. Nel 1926 entrò nella Compagnia di Gesù. Finito il noviziato, insegnò per due anni Istituzioni di Diritto Canonico alla Facoltà di Teologia di Granada. Nel 1930 fu destinato alla Facoltà di diritto canonico dell’Università Gregoriana, nella quale svolse il suo magistero fino all’anno 1965, quando lasciò I’insegnamento perché nominato Segretario della Pontificia Commissione per la Revisione del Codice di Diritto Canonico. Fu decano della Facoltà ininterrottamente dal 1941 al 1957. Egli si interessò sempre, in maniera molto attiva, alle vicende generali della Facoltà e dell’Università, che per lui era diventata la sua famiglia e il suo ambiente naturale di attività apostoliche.

P. Bidagor si guadagnò presto una straordinaria reputazione come consigliere avveduto, discreto, capace di fornire, grazie al suo intenso lavoro, le più delicate risposte. Sicché non c’è da stupirsi se i suoi superiori e la Santa Sede abbiano fatto tanto assegnamento sulle sue eccelse doti di consigliere.

Ancora giovane iniziò la sua discreta e instancabile attività di consigliere della Santa Sede. Fu Consultore delle Sacre Congregazioni per i Sacramenti, per il Clero, per i Religiosi e gli Istituti Secolari, per l’Educazione Cattolica, nonché Teologo della Dataria, Consultore della Commissione per l’Interpretazione del Codice di Diritto Canonico, Giudice prosinodale del Vicariato e Magistrato dello Stato della Città del Vaticano. Giustamente scrive di lui Sua Eminenza il Card. Pericle Felici, nella prefazione all’opera “Ius Populi Dei”, offertagli in occasione del suo cinquantesimo di sacerdozio, che ben difficilmente si sarebbe trovato un’altra persona altrettanto esperta nella dottrina e nella prassi sia amministrativa che giudiziaria dei sacri dicasteri.

Grazie a questa sua preparazione, egli poté svolgere con competenza le mansioni che gli furono affidate negli anni del Concilio Vaticano II e dopo il Concilio: Segretario della Commissione Preparatoria e poi della Commissione Conciliare sui Sacramenti; Perito del Concilio; uno dei tre segretari speciali del primo Sinodo dei Vescovi. Nel 1965 fu nominato Segretario della Commissione per la revisione del Codice, dove svolse un intenso lavoro per ben otto anni, finché nel mese di maggio del 1973 una trombosi stroncò la sua fervida attività. D’allora, superati i primi mesi di gravità, i suoi giorni sono trascorsi sereni all’infermeria della Gregoriana, pur se impedito di svolgere qualsiasi attività intellettuale.

Egli rese inoltre insigni servizi a molti istituti religiosi, con consigli sempre apprezzati,  con la sua mediazione e con la sua carità comprensiva. En gennaio 1977, il Signore gli concesse una delle più grandi gioie della sua vita, a coronamento della sua efficace attività di Postulatore: la canonizzazione di Santa Rafaela Maria, fondatrice delle Ancelle del Sacro Cuore, verso le quali si sentì particolarmente legato da uno spirito di servizio e di amicizia, specialmente in seguito alla morte in giovane età, nel loro Istituto, di una sua sorella.

Contemporaneamente a questo lavoro, trovò il tempo per svolgere una intensa attività di scrittore sui più svariati, importanti e attuali argomenti giuridici, per non parlare dei suoi pareri scritti, forniti agli organismi della Santa Sede che, se stampati, formerebbero numerosi volumi. Nel campo della storia del diritto sono da ricordare i suoi validi studi “La Iglesia propia en España”, “La naturaleza del matrimonio en San Isidoro de Sevilla”, “El derecho de las Decretales de Gregorio IX, y las Partidas de Alfonso el Sabio de España”. Nel campo della dogmatica del diritto sono degni di menzione i suoi scritti sui rapporti fra Teologia e Diritto, sullo spirito del Diritto Canonico e sui diritti facoltativi nel Codice di Diritto Canonico. Nel settore del diritto concordatario è notevole il suo studio, pubblicato in lingua tedesca, sul concordato spagnolo. Ma i settori ai quali ha prestato maggiore attenzione sono stati il diritto patrimoniale ecclesiastico, il diritto matrimoniale canonico e il diritto processuale, sui quali ha pubblicato numerosi e validi contributi.

Il P. Bidagor era dotato di singolari qualità umane: nobiltà e fermezza di temperamento, acutezza di spirito, chiarezza di pensiero, prudenza nel consigliare, sensibilità e apertura ai problemi della vita concreta, misura, equilibrio, serenità nel suo contegno. Fu un uomo distinto nell’agire sagace nelle proposte, ponderato nelle discussioni, rispettoso delle opinioni altrui, sensibile alle sfumature. Come sacerdote e come religioso della Compagnia di Gesù si distinse per il suo amore alla Chiesa e la sua fedele dedizione al servizio della Santa Sede. Tutta la sua attività era indirizzata, specie quella degli ultimi anni, al rinnovamento della Chiesa, con una ampiezza di prospettive non comuni. Questo amore alla Chiesa traeva la sua forza dall’Eucaristia, dalla quale P. Bidagor fu particolarmente attratto. Perciò nemmeno l’ultima malattia riuscì a staccarlo dall’altare. Egli considerava una grazia particolare il fatto di aver potuto celebrare la S. Messa tutti i giorni dei suoi 58 anni di sacerdozio, tranne alcune settimane nel periodo acuto della sua malattia. Infatti il Signore gli ha concesso di poter celebrare l’Eucaristia fino all’ultimo giorno del suo sacerdozio sulla terra. Il 20 ottobre 1977, proprio il giorno in cui compiva 83 anni di età, è morto, dopo una vita tutta dedicata al servizio della Chiesa: 58 anni di sacerdozio, 51 di vita religiosa, 47 di dedizione all’Università Gregoriana e alla Santa Sede.

Urbano Navarrete, S.J.

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